CAPITOLO XI - NOZZE DI SANGUE parte prima

CAPITOLO  XI  - NOZZE DI SANGUE  parte prima

Le nozze dello sceicco Harith con l'amatissima Letizia fu un evento che coinvolse, negli ultimi tempi, le donne dell'intera tribù.
Mancavano solo sette giorni all'avvenimento e i preparativi fervevano incessanti.
Erano tante le cose  da fare e stabilire, perché Harith voleva che tutto fosse fatto nel rispetto delle tradizioni, ma anche dei desideri e delle aspettative della sposa, la quale  veniva da un Paese lontano e con altre tradizioni.
In ciò, fondamentale fu l'apporto di sir Richard.

Il lord inglese si autonominò waly, ossia Tutore, di Letizia e nel ricoprire tale delicatissimo ruolo, si adoprò per  curare al meglio  gli interessi della sua "pupilla".   A cominciare dalla dote da versare alla sposa, in favore della quale, in verità,  lo sposo si mostrò enormemente generoso: abiti, gioielli, denaro, trucchi, cavalli ed altro ancora, che presto avrebbero fatto di Letizia una ricca ereditiera.

Il giorno atteso, alfine, giunse:   "Il giorno della Sposa", che ebbe inizio con le prime luci dell'alba.
Le donne della tribù erano tutte con lei nel piano terra della residenza che il lord inglese aveva stabilito per sé nel Fortino ad est dell'oasi.  Indossavano tutte gli abiti più belli e i gioielli più luccicanti e preziosi e le più giovani avevano portato alud e tandir, sulle cui note altre giovanissime si muovevano con grazia e un pizzico di malizia.
Letizia comparve avvolta in un ampio mantello bianco e tutte le corsero incontro, la circondarono, l'abbracciarono, la baciarono e poi tornarono ai loro posti a cantare, suonare, danzare e consumare dolcetti, pasticcini e datteri, accompagnando la dolce abbuffata con succhi di frutta e di melone che Alina, la madre di Ibrahim,  continuava a portare, in splendide caraffe d'argento disposte su grossi vassoi. Avevano tutte preso posto su cuscini, tappeti e stuoie ed apparivano felici e soddisfatte.
Accanto alla sposa rimasero solamente in tre e la liberarono subito del mantello poi la fecero sedere su uno sgabello, non prima, però, di averla squadrata da capo a piedi ed espresso la loro approvazione, con gesti e commenti, circa i chili in più che avrebbe dovuto  mettersi addosso per l'occasione, nelle ultime settimane.
"Bene, Letizia!... Bene!"  finì per approvare una di loro, sciogliendole i lunghi capelli ed affidando il mantello ad Agar, l'ultimogenita di Alina; in verità, l'ansia  dell'attesa aveva reso la figura della sposa morbidamente flessuosa e delicata.

Era la prima volta che qualcuno violava la sua intimità e il disagio della sposa era tutto rannicchiato nello sguardo sfuggente, nel rossore che le copriva il bellissimo volto e nel tentativo di sottrarsi agli sguardi indulgenti e divertiti delle donne.

"Sei bellissima! - le dicevano - I tuoi fianchi sono morbidi e tondi,  le gambe sono slanciate e perfette e i seni... oh, i seni sono generosi e di bella forma... Faranno la gioia e la delizia del nostro sceicco.. ah.ah..." sorrideva affettuosamente la vecchia Alina.
Letizia non parlava e  la lama del rasoio, che scivolava leggera sul corpo unto d'olio profumato, la distrasse da ogni  riflessione.
Dopo la depilazione seguì il massaggio, cui la  sposa si sottopose con vero piacere, sempre tra canti e suoni; infine la inondarono di profumi e la truccarono con l'henné; le furono laccate anche le unghia di mani e piedi.

Letizia lasciò fare, incuriosita da tutti quei segni che le coprivano le mani e di cui Alina le spiegava il significato e i simboli, infine,  le donne passarono a frizionarle i capelli e tutte erano erano abbagliate dal loro splendore, dal contatto serico e dal loro profumo e delicatezza.

"Ti sei messa in testa una miniera d'oro." continuavano a dirle, ma, intanto, la giornata era, praticamente, quasi giunta alla fine e i vassoi erano quasi interamente svuotati e così il contenuto di brocche e teiere.
La sposa era finalmente pronta.