CAPITOLO XIII - L'INSEGUIMENTO parte prima

CAPITOLO  XIII  -  L'INSEGUIMENTO   parte prima

Dopo un serrato galoppo i quattro si fermarono presso uno wady asciutto per pernottare. Legarono i cavalli al tronco di un tamarisco e stesero ai suoi piedi le coperte.
Passò la notte; a turno avevano montato la guardia. Si alzarono col primo biancore apparso all'orizzonte. La rugiada aveva  ricoperto i rami e il tronco del tamarisco con un meraviglioso mantello iridescent su cui i primi raggi di sole disegnarono bizzarre ed effimere figure scintillanti: duravano solo un soffio e scomparivano con l'evaporazione delle gocce.
L'aurora li trovò già al galoppo e li investì con i suoi meravigliosi chiarori che dal vermiglio violaceo andarono velocemente digradando in uno stupefacente arancio dorato.
Lì,  nel deserto, il sorgere del sole é prepotente come ogni altra forza della vita e le prime luci dell'alba non sono mai pallide né scialbe, ma luminose ed accecanti.
I quattro amici galopparono per due ore e più, accorciando le distanze. Il paeaggio delle sabbie rossastre di Ar-Rimal andò digradando sempre più in un giallo dai riflessi sanguigni, interrotto qua e là da isolati cespugli stepposi.
"Guardate là. - Ashraf indicò un uomo che avanzava barcollando sulla sabbia - Chi sarà quel solitario?"
"La figura mi è familiare." esclamò l'inglese, spronando il cavallo; fu subito imitato dagli  altri e poco dopo raggiunsero il naufrago.
"Per la Barba del Profeta! - esclamò Harith - Ma costui è una delle spie mandate da Hakam?"
Era proprio uno dei falsi pastori Kaza e sotto il copricapo, la faccia era emaciata e ispida di barba impolverata; gli occhi erano lucidi di febbre.
Smontato di sella, Rashid l'agguantò per le spalle, strattonandolo violentemente.
L'altro barcollò e per non cadere si aggrappò ad un suo braccio.
"Dov'é la principessa Jasmine? Parla. - proferì Rashid - E' ferita? Perché il suo mantello era macchiato di sangue? E... e non tentare di ingannarmi." aggiunse con voce cupa, sotto l'empito di una collera violenta.
"Pa..parlerò... - balbettò l'altro con affanno - Dirò tutto... quel sangue non è della princopessa Jasmine."
"Bada a quello che dici, sterco di cammello! - Rashid continuava a strattonarlo furiosamente -E' proprio vero che la principessa non è ferita? Bada a te... se menti..."
"Sto dicendo la verità. - insisteva quello sempre più spaventato - Quella donna... l'altra..."
"Quale donna? - lo interruppe il rais - Di quale altra donna stai parlando?" scandì Rashid facendo convergedire sulla propria persona lo sguardo sempre più preoccupato del beduino.
"Selima, la chiamava l'uomo che era con  lei... "
"Ben... Ben Hassad! Deve trattrsi proprio di Ben Hassad, della tribù dei Kaza - interloquì Ashraf facendosi avanti - Li ho visti insieme, lui e Selima, quando è venuto a Sahab a reclamare i suoi diritti su Ibrahim, prima che il Gran Consiglio si riunisse."
"Che cosa dicevi di quell'altra donna? - l'attenzione di Rashid tornò al settario - Che cosa ne sai? Parla, o Per Allah!... la mia faccia sarà l'ultima cosa che vedrai da vivo."
"E' stata lei... quella donna, a pugnalare Kahy..."
"Chi è questo Kahy? " domandò il rais.
"E' l'uomo che avete trovato cadavere." spiegò l'altro, ma il lord gli tolse la parola.
"Apparteneva a quella setta di fanatici a cui appartieni anche tu? - domandò - E' questo che vuoi dire? E perché mai Selima lo avrebbe ucciso?"
"Quella donna non voleva consegnargli la principessa." fu la stupefacente risposta che fece dire ai quattro amici, in coro:
"Che coooosa?"
"Quella donna e gli uomi Kaza avevano altri progetti sulla Dea-Vivente..."
"Prova a chiamarla ancora con quel nome - ruggì Rashid afferrandolo nuovamente per il collo in una morsa di ferro - ed io ti farò maledire il giorno in cui sei venuto al mondo e il nome della donna che ti ha aiutato a farlo, maledetto sterco d'asino!"
Rashid era davvero fuori di sé; la collera gli incupiva le pupille.
L'uomo respirava con affanno e lo fissava tremante; il timore, negli occhi fuori dalle orbite, precipitò presto nel terrore e gli coprì il volto di cereo pallore; barcollò, sotto l'inesorale stretta.
"Parla! - Rashid allentò la stretta - Di quali progetti stai parlando?"
"Que... quella donna... - l'uomo parlava a fatica, tossiva e si teneva la gola - Quella donna voleva  togliere la vita alla principessa..."
"Che cosa?"
"Ma quell'uomo... quel Ben Hassad aveva... aveva altri progetti per lei. Voleva portarla ad Al Khawr. "
Ad Al Khawr c'era il più fiorente mercato di schiave destinate agli harem di sultani e sceicchi.