EPILOGO

EPILOGO

L’aereo che avrebbe riportato Isabella in Italia, finite le vacanze, sarebbe
decollato dall’aeroporto de Il Cairo alle sette del pomeriggio. La ragazza raggiunse la capitale in compagnia del fratello nel primo pomeriggio e con lui si recò per un’ultima visita al Museo.
Immediatamente riconosciuto, la sua fotografia era su tutti i giornali, Alessandro fu subito assediato da fotografi e curiosi e la ragazza si allontanò indisturbata, confondendosi tra la gente che affollava le sale del  Museo.
Non si lasciò distrarre, come le altre volte, dal simulacro del faraone Eknathon, che con le sue fattezze imponenti e un po’ deformi, inquietava gli animi dei visitatori; non si lasciò attrarre dalle Sale del Tesoro di Thut-ank-Ammon, che occupavano buona parte del piano. Avanzò oltre, verso l’ala estrema del piano dove era stata allestita la “Sala della principessa Nefer”: una copia esatta della tomba da poco scoperta.
Il fratello le aveva detto che il sarcofago non era stato aperto, ma, inspiegabilmente, in lei si era quietato quello spasmodico desiderio di vedere  l’altra “se stessa”. Le mani, però, indugiarono a lungo nel toccare e accarezzare le immagini esterne del sarcofago: una stilizzata dea Iside e un’alata dea Nut.
Dalle ampie vetrate si vedeva avanzare il crepuscolo della sera e c’era in esso un accento di malinconia Un’ombra, d’improvviso, cadde alle sue spalle, familiare e cara, e uno sguardo le sfiorò la nuca. Di colpo si voltò.
“Osor!... Osor, sei tu? Sei tornato? - la voce tremava di intensa emozione – Sei qui per proteggere la principessa Nefer?”
Osor raccolse le mani tese di lei e la tenne fra le sue. Non disse nulla, ma lei comprese.
“Tu… Tu sei legato a questo luogo. – disse – Vero?”
La prodigiosa creatura la guardava con quei suoi occhi piedi di magia e di splendore, poi scosse il capo e sorrise.
“No! – rispose – Osor, il Guardiano della Soglia, ed Isabella-Nefer, non saranno mai legati a null’altro che a se stessi. – un rumore di passi in avvicinamento – Vai, ora.. Vai,.” aggiunse.
“Ti rivedrò, Osor? Ti vedrò ancora, amico mio unico?” chiese lei con voce affannosa.
“Il Guardiano della Soglia tornerà ogni volta che Isabella-Nefer chiamerà! Vai… vai…”
Isabella assentì col capo, sciolse le mani da quelle di lui e restò immobile a guardarlo indietreggiare e rientrare nelle ombre della sala da cui era uscito.
La porta alle spalle si spalancò per lasciar entrare il fratello.

                                                       F I N E

Segue  (per chi fosse curioso di sapere se Isabella e Nefer si incontreranno un giorno) il secondo volume dal titolo:  IL  BRACCIALE  EGIZIO