Capitolo IV - terza parte

Capitolo  IV  -  terza parte

"E se fosse Hakam?" insinuò Akim.
"No! - rispose con accento sicuro l'inglese - Quel veliero terrorizza queste coste da troppo tempo... perfino i pirati, mi dicono, ne hanno terrore."
"Forse il tuo amico Nadir..." Akim si girò verso Rashid.
"Nadir il pirata? - domandò  in tono spaventato uno dei pescatori - Era tuo amico?"
"Già!"  rispose il rais.
"Non vediamo la sua vela da parecchi mesi." interloquì un'altra voce.
 "E' caduto nelle mani del sultano di Doha. - spiegò una terza voce - Si dice che sia stato impiccato all'albero della sua stessa nave."
"Il sultano di Doha pagherà anche per questo! - proferì il rais, poi - Che cosa facciamo qui? - esclamò, sempre più cupo in faccia e nel tono della voce - Andiamo alla ricerca di questo Vascello. Voglio guardare da vicino il volto della  fanciulla che hai visto legato all'albero di quel maledetta nave, sir. Voglio scoprire chi è davvero quell'infelice creatura... Solo  io  posso  dire  se sitratta della mia Jasmine."
"Frena la tua impazienza, amico. Ci occorrono degli uomini ed una barca." replicò il lord.
Uno dei pescatori si alzò.
"Uomini e barche sono qui. - disse - Ma anche io ti prego di frenare la tua comprensible ansia, sahib. - sorrise, mettendo in mostra due file di perle ingiallite e disuguali -  Il Vascello Fantasma è una creatura del mare e per scoprire il suo segreto, é al Mare che bisogna chiedere  soccorso."
"Soccorso al mare? - esclamò stupito il rais - Che cosa significa?"
"Il mare é grande amico-nemico dell'uomo! - sentenziò il pescatore con accento grave - Per mostrarsi benevolo vuole essere pregato e per diventare nostro alleato vuole essere blandito."
"Aacoltiamolo. - intervenne a questo punto Akim - Egli parla da uomo saggio."
"E sia!" assentì Rashid, ma quei due monosillabi racchiudevano tutta la sua angoscia.
"La mente dell'uomo - il lord inglese gli pose uma mano sulla spalla - è capace di patorire  creature incredibi  quando non riesce a dare spiegazioni a certi fenomeni o emozioni... - spiegò - E' stato così anche per l'Oasi Maledetta, nel deserto di Ar-Rimal, quando  ignoravamo  il   tragico segreto che quel posto maledetto nascondeva...  Così è stato per l'isola delle Sirene e per molti fatti inspiegabili...  E' certamente così anche per il Vascello Fantasma... C'é sicuramente una spiegazione, che, però, è offuscata dalla paura. - una pausa, che il lord riempì schiarendosi la gola accalorata, poi riprese - Ebbene, esiste un modo per vincere la paura ed é affrontarla e se per vincere la paura di affrontare la paura, amico mio, occorrono riti propiziatori... ebbene, ben vengano questi riti!"
L'ultimo brandello di reticenza fu vinto e gli uomini del desero tornarono a sedere.
"Su tutti i mari, una volta almeno nella vita, - il lord riprese la parola - ogni marinaio è stato protagonista di fenomeni misteriosi ed inspiegabili. Si racconta di  giganteschi polipi, piovre  o altre  creature che hanno attaccato e distrutto barche ed equipaggi e..."
"Anche se hanno il sapore della leggenda - interloquì con la sua saggezza il piccolo Akim - quei racconti poggiano sempre un minimo di verità."
"E' così! - assentì il lord - I fantasmi del mare hanno procurato all'uomo, durante tutta la sua storia, una paura che non scomparirà mai!"
"Il saggio Mayrana - riprese Akim - diceva che si ha paura soprattutto di quello che si  ignora, perché la mancata conoscenza delle cose ci rende piccoli, deboli ed inferiori al cospetto della Natura... Chi conosce veramente il mare o la giungla o anche il deserto?  Essi esigono il rispetto e il tributo degli uomini ed è solo attraverso il rito e il sortilegio che l'uomo può raggiungere lo Spirito del mare, della giungla o del deserto e comunicare con lui."
"Questo ragazzo è molto saggio." sorrise uno dei pescatori.

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