Leggende scabrose ... intorno alle Piramidi di Gizah

Leggende scabrose    ... intorno alle Piramidi di Gizah



Nella storia dell'Antico Egitto tre soprattutto furono gli artefici della gloria del Paese. Tre giganti che hanno condotto l'uomo e l'umanità verso vette di conoscenza mai raggiunte prima: Khufu, KafRa e MenkauRa (Keope, Kefren e Micerino).
Per questo ci disturba l'immagine ingannevole e tendenziosa delle migliaia di schiavi brutalizzati da sadici guardiani e capisquadra. Ma, altrettanto ci disturabano alcune leggende giunte fino a noi dalla fantasiosa, scorretta e disinformata cronaca di alcuni (pur eccellenti) autori storici classici.  Erodoto, per citarne uno. Leggende prive di fondamento storico e derivanti, spesso, da equivoci come quello della regina KantKau, sposa di Userkaf, fondatore della V° Dinastia dei Faraoni, confusa con la sposa di un altro Faraone appartenente alla stessa Dinastia. L'autorità inndiscussa di  storici insigni come Erodoto, Esopo, ecc.. finiscono, a volte,  per  trasformare le leggende in fatti storici e questo costringe altri storici e studiosi ad approfondite indagini.

Vogliamo cominciare dall'ultimo dei tre Sovrani. Da Micerino.
Scrive Erodoto che questo Sovrano, più che dal Regno, era  "preso dalla figlia",   di  cui non si conosce nemmeno il nome.
Secondo questa leggenda, la principessa viveva nel gineceo reale. Il Sovrano, preso da insana passione, la violentò e la  fanciulla, turbatissima, si tolse la vita.
La regina Khamerembty (?), sua madre, scolvolta,  ne vendicò la morte facendo tagliare  le  mani alle ancelle che l'avevano consegnata al padre.
Distrutto dal rimorso, continua la leggenda, Micerino ordinò per la figlia un sarcofago  rivestito d'oro dalla forma di mucca ed ordinò che fosse sistemato nel salone di un Palazzo Reale a Sais e che la stanza  fosse sempre immersa in esotici profumi e perennemente illuminata da una lucerna.

Altre leggende, ugualmente denigratorie ed appartenenti  alla Letteratura antifaraonica d'epoca decadente, si mescolarono a quelle  già esistenti, soprattutto in relazione ad un'altra leggenda riguardante, questa volta, il faraone Keope e una delle sue figlie.
Si racconta che questo  Sovrano, cui non erano sufficienti le riccheze necessarie alla costruzione  della  sua Piramide, avesse  obbligato la più   bella delle sue  figlie  ad entrare in un  bordello ed a prostituirsi dietro compenso da consegnare al padre.
La principessa, continua questa  calunniosa e poco credibile leggenda, ad ogni prestazione, però, si faceva donare dallo spasimante di turno un blocco di pietra con cui farsi costruire una propria Piramide, che sorgerebbe accanto alle tre, proprio davanti a quella di Keope.

                                             

Su questa leggenda se ne  inserì un'altra assai simile, riguardante nuovamente  Micerino. A far erigere la terza Piramide di Gizah, afferma questa leggenda, non sarebbe stato il figlio di Kefren , ma una cortigiana condotta in Egitto da Xanto di Samo: Rhodope.
Costei, una schiava trace di grande bellezza,   affrancata da Carasso, fratello della poetessa Saffo, divenne con la sua professione talmente ricca da potersi costruire una Piramide: quella attribuita a Micerino, per  l'appunto. Già Erodoto, in realtà, invitava a non  prestar   fede a  tale fatto.
Ad ingarbugliare  la già complessa matassa arrivò un'ennesima leggenda che coinvolgeva un'altra   mitica figura, quella di una regina di nome  Nicotris.
Di lei Eusebio così scrive:
"... una donna, Nicotris, regnò.   Aveva coraggio più di tutti gli   uomini della sua epoca ed era bella più di tutte le donne, bionda e con le gote rosa. Si dice che   abbia fatto costruire la terza Piramide..."
Alcuni storici ritengono che, avendo la regina Nicotris, l'ultima della VI° Dinastia,  fatto restaurare la Piramide di Micerino,  da questo evento possa essere nata tale leggenda.
La regina Nicotris fu anche identificata con la bella Rhodope... ma di questa cortigiana circondata di un alone di mistero e magia, rimandiamo ad altra lettura:
alla  Pagina "Universo Donna", di questo stesso sito.